Carta di identità
Territorio: Comune di Foligno
Superficie: 338 ha
Altitudine: 760 m s.l.m.
Abitanti dell’area: circa 5000
Coltivazioni: cereali, foraggi, lenticchie, patate rosse
Il Parco Regionale di Colfiorito è la più piccola area protetta dell’Umbria ma anche una delle più preziose. Un vero tesoro di biodiversità e una grande testimonianza di equilibrio tra uomo e natura, dove l’ambiente naturale e le attività agricole coesistono in perfetta armonia.
Il territorio è contraddistinto da ampi altopiani e dolci rilievi in cui si alternano ambienti umidi, boschi, pascoli e campi coltivati.

Il Parco Regionale di Colfiorito è compreso nel comparto dell’Appennino centro-occidentale, in un territorio tra Umbria e Marche costituito da grandi estensioni pianeggianti conosciute con il nome di Altipiani di Colfiorito (o altopiani Plestini) che un tempo erano conche carsiche occupate da bacini lacustri.
La Palude di Colfiorito
Il suo centro di interesse è la Palude di Colfiorito (vedi sulla mappa), una zona umida rara posizionata in quota, dalla forma tondeggiante, di circa 157 ha. Questa è l’unica area degli altopiani dove l’acqua è presente tutto l’anno.
La Palude del Parco Regionale di Colfiorito è stata dichiarata di interesse internazionale dalla convenzione di Ramsar per le sua caratteristiche particolari: non solo è un punto di riferimento per tante specie di volatili acquatici e altri animali, ma è anche una riserva naturale che racchiude una grande ricchezza di specie vegetali.
Visitarla in diverse stagioni dell’anno permette di ammirare il suo paesaggio vivo e il livello delle acque in costante cambiamento durante l’alternanza delle stagioni. In questa galleria fotografica si può vedere la palude in estate, primavera, autunno e nella spettacolare versione invernale con la neve.

Nelle foto è ripresa anche la zona dell’ex Molinaccio di Colfiorito, una testimonianza di un antico mulino che sfuttava il salto delle acque dalla palude all’inghiottitoio vicino. Gli inghiottitoi carsici sono delle fratture sulla superficie del terreno dove l’acqua penetra e finisce nel sottosuolo. Quello del Molinaccio è profondo 5 metri e largo 10 metri. Accanto si trova anche la casa del molitore (mollaro) che fu abbandonata all’inizio del Novecento per il tragico incidente che portò alla morte della figlia del mollaro Silvia.
La flora e la fauna
Il territorio della palude con i suoi canali è un habitat protetto caratterizzato da piante idrofite natanti, come la ninfea bianca, la lenticchia d’acqua e i miellefoglie d’acqua. Nella zona più stagnante invece si alternano canneti a cannuccia di palude e carici.

Il paesaggio va dall’ambiente del lago a quello della torbiera, per arrivare ai margini della palude, dove il terreno è più compatto e raramente coperto d’acqua, dove si trovano varie specie di salici, pioppi e altri alberi che costituiscono un rifugio sicuro per l’avifauna.
Tra la fauna del luogo, è possibile individuare circa 155 specie di volatili, di cui 86 nidificanti, protette e non, sia stanziali che migratrici e occasionali. Tra queste ricordiamo il Cavaliere d’Italia, il Gudo di palude, lo Svasso, l’Airone bianco, l’Airone rosso e l’Airone cenerino che si riproduce in grande numero nella zona, passeriformi come Cannaiola, Cannareccione e Basettino (presente solo in palude), ma anche rapaci come il Falco di palude, la Poiana, lo Sparviere, il Gheppio, l’Assiolo e la Civetta.
Una menzione speciale va dedicata al Tarabuso, volatile che viene considerato il simbolo del parco in quanto specie a rischio estinzione in Italia, che a Colfiorito ha trovato l’habitat ideale per vivere e riprodursi.

Il periodo migliore per il birdwatching nel parco di Colfiorito va da marzo a settembre ed è possibile utilizzare come base il capanno in legno della LIPU che si trova sul bordo occidentale della palude, nella zona di Forcatura.
Itinerari per scoprire il parco di Colfiorito
Tra i tanti percorsi per visitare il parco, l’Itinerario 305 della palude è un facile anello di circa 5 km che si percorre in 2 ore. Si parte dalla località Fagiolaro e, seguendo il sentiero tra boschetti e pascoli, si raggiunge l’osservatorio naturalistico, punto privilegiato per osservare gli uccelli acquatici. Da qui si costeggia la palude tra i canneti silenziosi, con possibili avvistamenti di aironi, folaghe, germani reali e, se sei fortunati, anche dell’elusivo tarabuso.
Per chi desidera un percorso più breve ma panoramico, l’Itinerario 308 del Castelliere conduce in poco più di un’ora sulla cima del Monte Orve, dove si trovano resti di mura preromane e un antico tempio, oltre a una vista mozzafiato sull’intero altopiano.
Entrambi i sentieri sono adatti anche a escursionisti non esperti, con scarpe da trekking e abbigliamento comodo.
Per chi preferisce la bicicletta, il parco di Colfiorito può essere esplorato anche in mountain bike o gravel. Ogni anno sugli Altopiani Plestini si svolge anche l’evento sportivo non competitivo della Colfiorito Gravel, per ammirare la bellezza del territorio in sella alla propria bicicletta MTB, grave ed e-bike.

Il castelliere di Monte Orve
Gli altopiani di Colfiorito custodiscono una delle concentrazioni più significative di castellieri di tutta l’Italia centrale. Questi antichi insediamenti fortificati, nati tra la fine del VII e l’inizio del VI secolo a.C., avevano una funzione strategica: controllare i valichi e le rotte di transito appenniniche, in particolare quelle percorse dai pastori durante la transumanza.
Realizzati sulle alture, in posizione dominante, i castellieri sono realizzati con mura a secco e terrapieni e hanno forme circolari o ellissoidali. Gli accessi erano ridotti e protetti da fossati, mentre ai piedi dei rilievi si sviluppavano le necropoli. Questi siti non erano semplici fortificazioni: rappresentavano veri e propri nuclei proto-urbani, dove la comunità viveva, si difendeva, e celebrava riti religiosi.
Tra i più noti ci sono: Monte Orve, Casicchio, Vervara, Borgarella, Castellina, Cassicchio, Monte Torricelle, Monte Trella, Le Penne, Talogna, Croce di Fumeggghia, Carmello, Monte Acuto, e molti altri.
Il sito di Monte Orve è il più importante dell’area e rappresenta un raro esempio di castelliere evoluto in centro protourbano. Qui, a partire dal V secolo a.C., fu costruito un sistema difensivo complesso: una cinta muraria lunga oltre 1,3 km, realizzata con grossi blocchi calcarei sovrapposti senza malta. All’interno dell’area si distinguono chiaramente terrazzamenti abitativi, tracce di edifici e resti che potrebbero appartenere a un antico luogo di culto.
Dal punto di vista archeologico, Monte Orve è un luogo chiave per comprendere la transizione tra società tribali e forme stabili di insediamento urbano nell’Appennino centrale. La posizione dominante del colle garantiva il controllo visivo su tutti gli altopiani circostanti, da cui si poteva monitorare ogni spostamento lungo le vie di passaggio.
In epoca romana e successivamente nel medioevo, l’area fu rioccupata e qui sorse la caonica di Santa Maria in Orve, di cui rimangono resti visibili.

Il museo naturalistico
Il Museo Naturalistico di Colfiorito è il luogo ideale per scoprire la ricchezza ambientale degli altopiani Plestini e del Parco di Colfiorito.
Attraverso pannelli didattici, reperti fossili, collezioni di insetti, erbe e uccelli, il museo permette di comprendere i processi geomorfologici che hanno modellato questo territorio e l’interazione millenaria tra uomo e acqua. Un territorio che, da sempre, si adatta e reagisce al ritmo delle stagioni, alla presenza delle sorgenti, ai cambiamenti del clima.
Il museo è ospitato in un edificio simbolico: le “ex Casermette”, capannoni ottocenteschi nati per usi militari e, tragicamente, divenuti campo di internamento tra il 1939 e il 1943 per civili montenegrini, politici italiani e confinati albanesi. Una memoria viva, che aggiunge valore al percorso di visita.
All’interno del museo si possono osservare:
- una collezione entomologica di insetti locali
- un erbario con le principali specie vegetali degli altopiani
- una raccolta ornitologica di uccelli e mammiferi tipici della zona
Ogni anno vengono allestite anche mostre temporanee e percorsi tematici e vengono organizzate molte iniziative di divulgazione, escursioni, osservazioni di birdwatchin ma anche osservazionei astronomiche e occasioni per vivere insieme il parco per studenti, famiglie e visitatori.
Sul sito ufficiale tutte le informazioni sugli orari di apertura, l’ingresso è gratuito
Eventi al parco di Colfiorito
Per conoscere gli eventi e gli appuntamenti che si svolgono nel Parco si può visitare sia il sito del Comune di Foligno che la pagina Facebook “Amici del Parco di Colfiorito”, una community vivace fatta di abitanti del luogo e visitatori che condivide la passione e la cura per il parco attraverso la pubblicazione di fotografie naturalistiche, avvistamenti di birdwatching e tutte le locandine e le informazioni sugli eventi del Parco di Colfiorito.
Nel 2025, in occasione dei 30 anni dall’istituzione del parco, è stato organizzato un ricco calendario di iniziative consultabile sul sito www.comune.foligno.pg.it .
Come arrivare al Parco di Colfiorito
Il parco si trova a 10 minuti a piedi dall’Hotel Benessere Villa Fiorita. Per chi arriva in auto si può raggiungere percorrendo la vecchia SS77 della Val di Chienti e attraversando in ordine i paesi di Colle San Lorenzo, Pale, Ponte Santa Lucia, Scopoli e Casenove (dove c’è il bivio per Rasiglia), oppure con il nuovo tratto di variante per Foligno che accorcia il percorso di 9
chilometri.
Contatti:
Laura Picchiarelli
Servizio Parco Regionale di Colfiorito
Via Adriatica – Area Ex Casermette
06034 Colfiorito di Foligno (PG)
Tel. e Fax 0742/681011
e-mail: laura.picchiarelli@comune.foligno.pg.it